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Berlinale 2018

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Szumowska aveva già vinto il premio alla regia al Festival di Berlino nel 2015 con Body. Miglior regia che invece quest’anno parla texano come la provenienza dell’osannato Wes Anderson il cui film d’animazione Isle of Dogs aveva ottenuto i favori di pubblico e critica fin dalla prima apparizione. A ritirare l’Orso d’argento è stato il sempre comico Bill Murray che ha così scherzato: "Sono arrivato con un cane e torno a casa con un orso.” Spostandosi leggermente a sud, in America Centrale e Latina, sono andati sia il premio per la miglior sceneggiatura – il brillante Museo del messicano Alonso Ruizpalacios (che pure uscirà in Italia per I Wonder Pictures) sia per la miglior attrice e l’Alfred Bauer Prize per le nuove prospettive.

Ad accaparrarsi entrambi gli Orsi d’argento è stato Las Herederas, buon esordio del paraguayano Marcelo MartinessiAna Brun, l’attrice protagonista vincitrice e praticamente una debuttante, ha portato a casa il suo meritatissimo premio dedicandolo "a tutte le donne del Paraguay, vere guerriere” mentre Martinessi ha commentato il riconoscimento per le nuove prospettive con la "speranza che questo lavoro apra la mentalità di un Paese così conservatore come il mio”. Il lungometraggio sarà distribuito in Italia per Lucky Red. La miglior interpretazione maschile è stata giudicata – a buon diritto – quella del 22enne francese Anthony Bajon, sorprendente e intenso protagonista per La prière di Cédric Kahn, mentre alla scenografia e ai costumi del magnifico Dovlatov di Alexey German Jr è andato il contributo artistico di questa Berlinale. Anche il tal caso a ricevere un premio è stata una donna dell’est, Elena Okopnaya, moglie del talentuoso regista, la cui opera sarà vista nel Belpaese grazie a Satine Film.