300
Tratto dal fumetto di Frank Miller. La leggendaria battaglia delle Termopili del 480 a.c. in cui trecento soldati Spartani, guidati dal re Leonida, lottarono fino alla morte contro i Persiani che volevano conquistare la Grecia.
| Titolo | 300 |
| Anno | 2007 |
| Regia | Zack Snyder |
| Distribuzione | Warner Bros |
| Nazione | U.S.A. |
| Cast | Gerard Butler, Vincent Regan, Lena Headey, David Wenham |
| Durata | 117 |
Ispirato al fumetto di Frank Miller, che al film ha partecipato in veste di produttore esecutivo, “300” ripercorre, tra storia e meraviglia, la battaglia delle Termopili, in cui re Leonida, a capo di 300 guerrieri spartani, affronta lo spaventoso esercito di Serse, allo scopo di rallentare la sua avanzata nel territorio greco. Sin dalle prime scene la regia di Zack Snyder (“L’alba dei morti viventi”) sottolinea l’importanza dell’elemento fantastico che molto deve al tratto grafico di Miller, la cui presenza in fase di lavorazione è risultata al regista molto preziosa. L’invasione del visionario irrompe sullo schermo fin dalle prove iniziali che Leonida deve affrontare. La lotta contro un lupo dai tratti irreali, occhi luminosi, fisico troppo possente, sembra voler suggerire la necessità di oltrepassare il pericolo imminente con tenacia e coraggio. In piena solitudine nella neve, Leonida - sintesi della sua stessa civiltà – compie il passaggio all’età adulta, l’iniziazione è conclusa. All’interno di una società che concepisce i primi passi dell’educazione maschile come prove da superare nel dolore, lontano da ogni forma d’affetto famigliare, il coraggio, protagonista assoluto, anima ogni azione. È anche per questo motivo che i persiani appaiono esoticamente mostruosi, conquistatori crudeli e incivili. Il film in fondo non ha pretese realistiche e la dichiarata e evidente divisione manichea tra bene e male lo dimostra chiaramente. I diversi personaggi divengono così eroi capaci di accettare con arditezza un destino il cui esito finale appare in tutta la sua evidenza fin dall’inizio. Nello spirito di questi antichi guerrieri, spaventosi nella loro violenza, il fine ultimo è conservare la libertà, anche quando si è consapevoli di arrivare a quella che gli spartani stessi chiamavano “bella morte”.
Laura Calvo


